Quando il Bernabeu si inchinò a Del Piero

Alessandro Del Piero esulta per il secondo gol con la sua celebre linguaccia

Alessandro Del Piero esulta per il secondo gol con la sua celebre linguaccia

Serata di Champions indimenticabile per la Juventus, che dopo 46 anni sbanca il Bernabeu. Una serata che ha il volto e la linguaccia di Alex Del Piero, autore di una doppietta storica, ennesimo capitolo meraviglioso della carriera di uno dei numeri 10 più rappresentativi del calcio italiano e mondiale, uomo e sportivo vero come pochi altri nel calcio.

Quella di Madrid è forse la vittoria più importante della Juve del dopo Calciopoli: oltre al prestigio la squadra di Ranieri conquista aritmeticamente la qualificazione e arriva ad un passo dal primo posto nel gruppo H di Champions.
Pinturicchio ha stregato Casillas nel primo tempo in contropiede, con un sinistro basso, e nella ripresa di destro su una delle sue magiche punizioni. Ma è stata tutta la Juve a giocare una grande partita contro un Real rimaneggiato e non nella sua serata migliore (costretto a rinunciare all’ultimo a Robben,al suo posto l’evanescente Drenthe con Marcelo a sinistra al posto di Heinze spostato al centro). Ranieri ha confermato la formazione prevista,con  Mellberg terzino destro, Tiago (in crescita) a centrocampo e la coppia Del Piero-Amauri davanti.
La Juve non ha timori reverenziali e impone il suo gioco, puntando su un palleggio sempre preciso e senza isterismi; l’esigente pubblico madridista chiede di più ai propri beniamini che iniziano con un piglio discreto ma senza la cattiveria giusta. Così al primo vero affondo degli ospiti sale in cattedra il capitano bianconero: Marchionni ruba palla a centrocampo e serve Del Piero che indisturbato percorre 30 metri palla al piede prima di scoccare un sinistro velenoso che si infila alla destra di Casillas. Linguaccia del capitano che ammutolisce il Bernabeu. Il Real non ci sta e cerca il pari: le occasioni più pericolose capitano nel cuore dell’area piccola ma prima Sergio Ramos, quindi Diarra non riescono a centrare il bersaglio da pochi passi. Nella ripresa il Real appare più veloce e la Juve più schiacciata nella propria metà campo, ma i Blancos non affondano mai (anche Higuain entrato al posto di un disorientato Sneijder non incide e Van Nilstelrooy non sembra quello delle migliori occasioni) e allora Alex decide di chiudere la partita e lo fa alla sua maniera, con una punizione dai 25 metri che lascia inchiodato un incolpevole Casillas. Ranieri non può non concedere la standing ovation al Capitano, che esce tra gli applausi scroscianti del Bernabeu, che non può non osannare un campione che, alla soglia dei 34 anni, riesce ancora ad incantare nel segno dell’umiltà.

TA