Da 1 a 10, il Pagellone della Serie A

Il fuorigioco di Tevez in Torino-Juve, che ha portato al susseguente gol di Pogba

Il fuorigioco di Tevez in Torino-Juve, che ha portato al susseguente gol di Pogba

10. Rudi Garcia: Nelle prime due o tre partite di campionato, il successore di Luis “a noi la palla a voi i gol” Enrique e di Zdenek “a noi i gol a voi un gol in più di noi” Zeman, Roma sembrava aver ritrovato la normalità. Dopo sei giornate, però, i numeri fanno paura. Coraggioso nel dire quello che pensa dal primo giorno di ritiro ed ancora più coraggioso a portare un giocatore come Gervinho in una piazza che etichetta come “bidone” qualsiasi attaccante che non faccia almeno 15 gol. EGALITE’, FRATERNITE’, NORMALITE’.

9. Goran Pandev: L’unico giocatore in serie A che può insidiare Gervinho nel premio “attaccatura di capelli più alta della Serie A”, è apparso in forma strepitosa. Higuain, Callejon, Mertens, Insigne, Hamsik. Quest’anno la concorrenza è spietata, ma ci sono tre competizioni e qualcuno, a Genova, doppietta la dovrà pur fare. ASPETTANDO L’ARSENAL.

8. German Denis: Cercherà, per il terzo anno consecutivo, di trascinare l’Atalanta verso la salvezza il prima possibile. Vederlo esultare è sempre un piacere: pugni stretti, viso rosso fuoco e grida fino allo svenimento. Carica allo stato puro. Hai capito Cacciatore? Ce l’abbiamo con te. Non ci far vedere mai più una COSA come quella di domenica scorsa. Intesi? TANQUE.

7. De Jong/Birsa: Sono loro a salvare il Milan. Vorremmo evitare di aggiungere altro. PILASTRI.

6. US Sassuolo: Domenica disputa una partita di tutto rispetto contro un avversario che, però, ci mette del suo. E’ da premiare la grinta degli ultimi della classe che, dopo lo 0-2, rialzano la testa prima con Schelotto su angolo e con una punizione di Floro Flores poi. Qui, unica nota, uno dei due migliori portieri della Serie A si scorda di mettere le mani nei guanti. ORGOGLIO EMILIANO.

5. Stefano Pioli: Fosse stato un altro avrebbe preso di meno. Ma lui capisce da subito che sarebbe stata una serata difficile e si fa 90 minuti in piedi, a tratti sotto una pioggia torrenziale, incitando i suoi ragazzi. Resta al fianco della squadra, evitando di rimettersi a sedere come fanno molti allenatori in queste situazioni. Siamo sicuri che domenica, contro il Verona, vedremo un grande Bologna. CONDOTTIERO.

4. Dino Tommasi: Esistono errori tecnici ed ancora peggio, esistono errori di concetto. Quando Toni va a contatto con Schiattarella, porta il fischietto verso di se poi lo riallontana. A quel punto Toni, da vero intruppone, si lascia cadere e si fa franare sopra il Livornese. Qui l’arbitro esita mezzo secondo, Toni alza le braccia e Tommasi concede il rigore, neanche troppo convinto. PERSONALITA’ ZERO.

3. Neto: Dispiace dare un voto basso ad un portiere di 24 anni. Forse andrebbe girato a chi, quest’estate, non ha comprato un portiere all’altezza di una rosa così forte. E’ comunque reo di aver fatto un errore davvero molto brutto quasi quanto, ci teniamo a sottolinearlo, le esultanze di Andrea Della Valle in tribuna. PAPERINO.

2. Il requisito del guardalinee: Si, due decimi. Per fare il guardalinee in una partita della Juventus, quest’anno, servono 2/10. MIOPIA PORTAMI VIA.

1. Ciro Immobile: Novanta minuti di nulla. Prova ad emulare un intervento alla Tevez su Tevez. Ma forse si scorda che Carlitos è stato il numero 11 dell’Argentina per sette anni, lui, invece ha solo il coraggio di dichiarare “Il mio fallo? Non era da rosso”. IMMOBILE ED IMMATURO.

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