La Davis del ’76, l’Italia contro il dittatore Pinochet

Paolo, oggi ci mettiamo le magliette rosse”Adriano Panatta che si rivolge al suo compagno di doppio Paolo Bertolucci prima della finale contro i cileni. Con questa scelta esce tutta la sua indole da provocatore.

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Adriano Panatta, 63

Nel dicembre 1976 l’italia si accingeva ad affrontare la sua terza finale di coppa Davis dopo le due perse nel 1960 e 1961 contro l’Australia.

Il team che aveva raggiunto quel traguardo era composto appunto da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Tonino Zugarelli e Paolo Bertolucci, con Nicola Pietrangeli come capitano e Mario Belardinelli nella veste di direttore tecnico.

La finale era programmata per il 17 dicembre a Santiago.

I sudamericani non hanno molte speranze, la squadra cilena non era molto forte ma era arrivata in finale anche grazie al fatto che diverse federazioni avevano rinunciato a giocare in segno di protesta contro il regime di Pinochet.  L’entusiasmo è altissimo, tanto che la capienza dello stadio viene aumentata da quattromilacinquecento a seimila spettatori.

Prima della finale le polemiche furono roventi, il governo italiano non vedeva di buon occhio il regime cileno, c’era chi temeva per l’incolumità della squadra e molti che spingevano verso il boicottaggio della finale.

Pietrangeli si battè con forza per disputare la finale ed alla fine fu il presidente del Coni a prendere la decisione di schierare la squadra.

La finale ebbe poca storia, nei primi due singolari Barazzutti sconfisse Fillol e Panatta vinse su Cornejo. Il punto decisivo arrivò già alla seconda giornata, è il 18 dicembre del 1976. In una Santiago oppressa dalla dittatura, Adriano Panatta e Paolo Bertolucci vincono il doppio decisivo della finale contro i cileni. Lo fanno indossando proprio la maglietta rossa, una provocazione da far venire il sangue alla testa ai generali del regime cileno.

Dopo ben tre ore di battaglia e paura, è finita. La prima e ancora unica Davis italiana diventa realtà.

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Ulteriore nota di “colore”, dopo la pausa, alla fine del terzo set, Panatta e Bertolucci si erano cambiati, abbandonando la maglietta rossa. Il trionfo imminente andava celebrato in azzurro.

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