Da 1 a 10, il Pagellone della Serie A

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10. Fabio Liverani: La scorsa giornata gli avevamo dato un bel 3 in pagella per l’imbarcata casalinga contro la Fiorentina. Ma Sabato, l’allenatore Romano dalla zeppola pronunciata (col quale dovete leggere la restante parte della sua pagella), abbandona lo Sfacciato 4-3-3 e si Schiera con un eSSenZiale 5-3-2, guerriero ed eSperto. Partendo dal trio Manfredini-Portanova-Gamberini Sino alla coppia Sempreverde Gila-Calaiò riesce a levarSi dei SaSSolini dalle Scarpe. E Se è vero che Solo gli Stupidi non cambiano mai idea, lui non lo è di certo… e non lo Siamo nemmeno noi. MAN OF THE WEEK.

9. Paulinho: Esteticamente è un mix tra due ex-bomber della Serie A (Osvaldo ed Ibrahimovic) e, nelle prime tre giornate, segna tre reti non facendoli rimpiangere. Arrivato nella massima Serie nel 2004 passa, ingiustamente, nove anni tra Serie B e Lega Pro. Quest’anno, a 27 anni e con Emeghara al suo fianco, ha il compito di guidare il Livorno alla salvezza. OSVAHIMOVIC.

8. Francesco Totti: Ha il numero 10 sulle spalle, quello che da bambini si dava al più forte della squadra. Ha la fascia di capitano al braccio, quella che da bambini si dava all’ultimo a mollare. Signori miei, tra dieci giorni spegnerà 37 candeline ed ormai è stato bambino tanto tempo fa, ma… è ancora il più forte e l’ultimo a mollare. ETERNO.

7. Federico Marchetti: Come sempre la Lazio gioca una partita ordinata e perfetta tatticamente. Il collettivo, ormai lo stesso da circa tre anni, appare rodato e garantisce prestazioni di qualità. E se tra i pali hai un portiere che farebbe la riserva solo a Benji Price, poi, è tutto più facile. Con un’altra annata ai livelli della scorsa metterà in seria difficoltà sia Prandelli che Buffon. CHEWBACCA.

6. FC Juventus: Domina il primo tempo ma cala alla distanza. Dimostra, comunque, di essere squadra reagendo immediatamente alla rete di Icardi. Con un Vidal sugli scudi, un Chiellini che si sente per un attimo Pirlo ed un Lichtsteiner da tenere in isolamento con la camicia di forza, la Vecchia Signora sembra poco lucida ed a tratti nervosa. BELLA ADDORMENTATA.

5. Kakà: Il suo è un voto ponderato tra: prestazione in campo (5), autosopensione dello stipendio (7) e capacità di recitazione (3). In campo opaco, dietro la cinepresa ricorda le performance di Alberto Tomba in Alex l’Ariete ma la sospensione dello stipendio è una bella iniziativa. E’ facile sospendersi lo stipendio per un mese se hai un conto corrente di 70 mln € ma, se l’avesse fatto anche Sandro Nesta, il Milan, ora, avrebbe una decina di milioni in più. SUA ONESTA’.

4. Fabio Caressa: Nel big match di Sabato ci delizia con un: “Il tiiiirrrro di Nagatòmò finisce alto. Ma ATTENZIONE, Cambiasso sta indicando e dicendo al direttore di gara che c’è stata una deviazione”. Bergomi “No Fabio, sta richiamando i suoi alla pressione alta per impedire a Buffon di giocarla vicino.” Caressa: “ah…”. FRATE INDOVINO.

3. Fantallenatori Gomez-dipendenti: Se domenica a pranzo, mentre mangiavate il polpettone domenicale, avete pensato malinconici “e mo, con Zaza, Acquafresca, Cacia, Petagna e Pellissier… che c…o ci faccio?” di conseguenza vi si è seccata la gola, chiuso lo stomaco e quel boccone di polpettone stoppaccioso vi si è bloccato nella trachea, la redazione dei campioni dello sport vi risponde con estrema sincerità: ”Dateveli in faccia!”. SCEICCHI DA STRAPAZZO.

2. Delio Rossi: Non sbaglia nelle scelte. La formazione schierata in campo era la migliore possibile. Quello che infastidisce delle squadre di Delio, è che non riescono a fare la partita neanche contro una squadra di Allievi Nazionali. Spigolosa e ostica contro le big, sterile e disattenta contro le altre. Se continua così, dovrà guardarsi più dietro che davanti. GARGAMELLA.

1. Catania Calcio: Via Lodi e Gomez. Tre partite. Sette gol subiti. Uno fatto. Zero punti. Non ci piace giudicare solo dai numeri, ma forse i due giocatori non sono stati rimpiazzati in modo corretto. Pulvirenti appare convinto dei mezzi messi a disposizione a Mister Maran e delle sue abilità; noi come sempre staremo a vedere, pronti a cambiare idea. ULTIMI.

 

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