Ce l’ho con…Felipe Massa

Felipe Massa affranto

Felipe Massa affranto

A qualcuno potrà stare simpatico, con il suo bel faccione brasiliano sempre sorridente e solare. Qualcun’altro potrà dire che è stato sfortunato, che ha trovato davanti a se sempre piloti che lo eclissavano, che lo umiliavano sportivamente. Chi capisce di Formula 1, però, non si è mai lasciato addolcire dai 32 denti di buonismo che Massa ha mostrato sempre splendenti in questi anni in sella alla Ferrari. Un pilota mai all’altezza della macchina che guidava, capitato lì per caso e per fortuna, in quello che è stato il più grande errore degli ultimi decenni della storia del Cavallino.

E pensare che non serviva un fenomeno per far dimenticare il buon Rubens Barrichello, per anni gregario del Dio Schumacher. Il connazionale suo precedessore fece molto meglio nei suoi 5 anni sulla Rossa, senza abbandonare mai il “low profile” che spetta ad un secondo, e facendo vedere uno stile di guida e una personalità in gara che Felipe non è mai riuscito a mostrare neanche alla Play Station. E che dire del vecchio Eddie Irvine, pilota senz’altro modesto ma capace grazie alla sua pazzia e ai suoi innumerevoli incidenti di far divertire nonostante il suo tasso tecnico rasente lo zero.

Felipe Massa però un primato l’ha stabilito, nell’ultima gara del mondiale 2012 ha raggiunto un traguardo inarrivabile per qualunque pilota Ferrari. No, non si tratta delle 120 presenze con la Rossa, sebbene sia il secondo pilota con più gare con la Ferrari: il record appartiene a Schumacher con 179. Il record di Massa è uno di quelli poco piacevoli da ricordare: negli ultimi 68 GP con la Ferrari, non ha collezionato nemmeno una vittoria. Il suo ultimo successo risale infatti al famoso GP del Brasile di quattro anni prima.

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È la prima volta nella lunga storia del Cavallino Rampante che un pilota rimane a secco per un numero così elevato di gare consecutive: il primato precedente era stato stabilito da Jean Alesi, che vinse solo alla sua 68° gara con la Ferrari (quindi dopo un digiuno di 67), al GP del Canada 1995, dopo essere rimasto a secco per tutto il periodo 1991-1994. La pietra miliare delle 120 presenze con la Rossa contribuisce a rendere ancora più stridente questo valore: per più della metà della sua collaborazione con Ferrari, Felipe non è mai salito sul gradino più alto del podio.

Felipe detiene altri due primati analoghi: 68 sono anche le gare consecutive senza pole. In questo batte Irvine, che con la Ferrari ha inanellato una striscia di 65: non ha mai conquistato una pole con la Ferrari in quattro anni di partnership. Per quanto riguarda le 57 gare consecutive senza una partenza in prima fila invece, Massa ha fatto peggio del compianto Michele Alboreto, che ne mise in fila 54 nel periodo 1985-1988. Insomma, un pedigree da pilota di go-kart a pedali più che da secondo pilota della Ferrari, però ha sempre il sorriso.

L’unico sussulto di professionalità Massa lo diede nel 2008, quando nell’ultima gara si trovò a poche curve dal titolo mondiale. Una stagione strana che tra penalizzazioni, pioggia, incidenti ed infortuni portò “il fenomeno” a giocarsi il campionato nell’ultima gara a casa sua, il Gran Premio del Brasile. Poi però, a quattro tornanti dal termine della corsa, intervenne il Dio della Formula 1 che regalò il sorpasso ad Hamilton e insieme anche la gioia iridata. Un trauma da cui Massa ancora non si è ripreso.

Formula 1 Australia - Massa

Qualche genio del Cavallino, finalmente, ha deciso di dargli il bel servito l’anno prossimo. Pochi giorni fa la notizia: Massa liquidato dalla Ferrari, dal 2014 non sarà più alla guida della monoposto di Maranello. La risposta del nostro eroe: “Da adesso non aiuterò più Alonso”, bravo Felipe, se prima almeno ti stimavamo per il tuo valore morale adesso ti sei giocato anche quello. Se ne va un grande campione di sorrisi, di lacrime, di nazionalismo, di abbronzatura. Ce lo ricorderemo sempre Felipe Massa, ce lo ricorderemo come il peggior pilota mai visto su una Ferrari, e probabilmente anche su una macchina di Formula 1, grazie Felipe, ci mancherai.

Francesco Cianfarani