Father and Son, Vittorio Gallinari – Danilo Gallinari

La rubrica che ripercorre le migliori coppie padri/figli nella storia dello sport

DANILO E VITTORIO GALLINARI A LINATE

Pane, acqua e palla a spicchi. E’ questo il menu fisso di casa Gallinari, da ormai tantissimi anni. Già, perchè papà Vittorio cominciò la sua carriera agonistica con l’ Olimpia Milano nel lontano 1976 e ne divenne una colonna portante per il seguente decennio. Erano gli anni d’oro della pallacanestro italiana, sia per il seguito del pubblico, sia per la qualità dei giocatori che si battevano nelle nostre arene. Dopo le Olimpiadi di Montreal del 1976, il basket italiano accetta due stranieri per squadra. Giungono grandi campioni, alcuni di grande prestigio e di illustre passato, tra cui Haywood, Wright, Gianelli, Brewer, Landsberger, Bryant e George Gervin e Bob McAdoo, gente che spostava in NBA. In questo panorama, spiccavano le scarpette rosse di Milano, con le star americane Mike D’Antoni, Antoine Carr, Joe Barry Carroll e Bob McAdoo affiancati da Meneghin, Boselli e Gallinari. Una squadra storica, guidata dall’eclettico Dan Peterson, che portò a casa tutti i trofei disponibili, riuscendo nell’impresa del Grande Slam nel 1987, aggiudicandosi Coppa dei Campioni, Scudetto e Coppa Italia.

Tutti ricordano i grandi campioni da 30 punti a partita, qualche volta bisogna però rendere merito a dei gregari che, con il loro contributo, hanno permesso il raggiungimento di grandi obiettivi. Vittorio non era un gran realizzatore ma con le sue difese arcigne ha sempre fatto la differenza. Un valido esempio di sportivo per i giovani, sempre più attratti da grandi atleti piuttosto che da grandi uomini. Non era spettacolare, ma la sua concretezza lo rendeva speciale e quindi molto amato dal pubblico.

Atlanta Hawks v Denver Nuggets

Predestinato. E’ questo l’aggettivo che accompagna fin da bambino Danilo Gallinari, primo figlio di Vittorio. Il “Gallo”, così soprannominato dai tifosi dell’ Olimpia,  viene spesso associato alla famosa e intrigante dottrina della predestinazione non solo per essere il primogenito di un grande  atleta dell’Italia cestistica ma anche per la sua data di nascita: 08/08/88. A Livorno, durante gli ultimi due anni di carriera del papà, cominciò a giocare a minibasket nella Baker, vincendo anche una gara di tiro su un playground estivo alla Rotonda. «Prometteva già bene, in casa ha ancora quella coppa…», dice il padre.

A 17 anni viene eletto miglior giocatore italiano della Legadue con più di 14 punti di media a partita e nel 2006/2007 Danilo passa in pianta stabile all’Olimpia Milano facendo parte del roster della prima squadra che partecipa al campionato Italiano di Serie A1. Nonostante la giovane età, Gallinari entra da subito nel cuore dei tifosi dell’ Armani Jeans per la sua straordinaria capacità di rendere semplici le cose difficili e di giocare a pallacanestro con una naturalezza incredibile. Fin dalle prime partite il “Gallo” gioca con estrema autorità, bruciando le tappe di una naturale crescita cestistica. L’anno successivo è quello della consacrazione: Danilo è il leader della squadra in campionato ed in Eurolega, dove si fa notare dagli scout di tutta la NBA per le sue splendide performance, che gli valgono il Rising Star Trophy, premio designato per il miglior Under-22 selezionato dai 24 coach delle formazioni che hanno preso parte all’edizione della massima competizione europea.

Da lì agli Stati Uniti il passo è molto breve. Il 27 giugno 2008, al Draft NBA, viene chiamato alla sesta scelta assoluta dai New York Knicks del neo-coach Mike D’Antoni , vecchio amico e compagno di squadra di papà Vittorio. I tifosi newyorkesi non condividono l’idea e pensando si tratti di una scelta “pilotata”, fischiano il nome di Danilo durante la cerimonia. Il Gallo, in pieno stile col suo personaggio, nella sua prima conferenza stampa da giocatore dei Knicks dichiara: “Toccherà a me guadagnarmi gli applausi. Sono contentissimo. New York mi ricorda Milano, questa per me è la soluzione migliore”. E così sarà: il numero 8, alla fine del secondo anno, sarà la seconda maglia più venduta della squadra.

Nel febbraio 2011 rientra nel maxi-scambio che porta Carmelo Anthony nella Grande Mela, programma che prevede l’itinerario inverso per Gallinari, destinato ai Denver Nuggets. Il figlio di Vittorio trova una squadra senza stelle di rilievo ma con tanti ottimi giocatori, capace di produrre uno dei  migliori attacchi della Lega. L’anno che si è appena concluso è stato il migliore per Danilo, ma anche il più sfortunato: dopo 71 partite con una media di 16 punti, 5 rimbalzi e 2 assist abbondanti a partita, il ginoccho ha fatto crack. Si temeva la lesione del crociato, scongiurata dalle nuove analisi: il Gallo sarà in campo al più tardi a Dicembre, sperando ci continui a regalare giocate come questa…

Dario Intorrella – Icampionidellosport