Super Mario Balotelli

Mario Balotelli con il numero 9 della maglia Azzurra

Mario Balotelli con il numero 9 della maglia Azzurra

Questa è la storia di un campione controverso, un fuoriclasse vero. Un raro caso di giocatore Nba applicato al calcio. Super Mario Balotelli ha raccontato ai tifosi del calcio (di qualsiasi squadra) un nuovo modo di essere calciatore. Croce e delizia degli allenatori, brillio negli occhi degli appassionati di questo splendido sport, che persone e atleti come lui contribuiscono a far diventare ancora più magico. Bello da vedere ma impossibile da gestire, riservato e carismatico, mette in difficoltà mister, compagni e perfino i giornalisti. Una venere nera al maschile che ha conquistato il mondo, e non solo quello del pallone, tanto da portare il Time ad inserirlo tra i 100 uomini più influenti al mondo.

Mario Balotelli sulla copertina del Time

Mario Balotelli sulla copertina del Time

La storia di Balotelli ci aiuta a capire il suo personaggio. Una vita difficile alla ricerca di se stesso, delle sue radici, dei suoi genitori già da piccolissimo. Mario Barwuah Balotelli nasce in un torrido 12 agosto del 1990, una delle estati più calde che Palermo ricordi. I primi anni di esistenza di Super Mario sono i più difficili, dalla Sicilia i genitori, immigrati ghanesi, si trasferiscono a Brescia. Il piccolo Mario inizia ad avere gravi problemi intestinali, che lo perseguitano fino all’età di due anni. La salute problematica e le difficoltà economiche della famiglia lo portano ad essere dato in affidamento alla famiglia Balotelli di Brescia, con la quale crescerà per il resto della sua vita.

Il carattere eclettico di Super Mario si svela già dai primi calci ad un pallone. A soli 7 anni viene allontanato dalla squadra dell’oratorio San Bartolomeo per comportamenti aggressivi nei confronti dei piccoli compagni, che portano i genitori dei giocatori a rifiutarsi di portare i loro figli ad allenarsi se lui fosse rimasto lì.

Nonostante la personalità forte e non sempre apprezzata, il talento di Mario viene notato fin da subito. Nel 2006 esordisce con il Lumezzane in C1, divenendo il più giovane esordiente della storia della categoria.

Approda all’Inter nel 2006, dove inizia nella primavera, prima di essere voluto da Roberto Mancini in prima squadra nella stagione 2007-2008. Già dalla seconda partita, dove firma una doppietta, si capisce che Super Mario è il futuro dell’Inter, dell’Italia, del calcio. Nonostante i suoi alti e bassi nei rapporti con gli allenatori, l’odi et amo con Mancini e lo scontro perpetuo con Mourinho, all’Inter Mario si fa le ossa e diventa un cosiddetto “Top Player”. Saluta la Milano nerazzurra dopo aver vinto una Champions League, tre Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, età 19 anni, scusatelo.

Mario-Balotelli1

Il giorno dopo aver compiuto vent’anni Mario viene ceduto al Manchester City, allenato dal maestro Roberto Mancini, per 28 milioni di euro, facendo lacrimare la fede di ogni interista per dover salutare il proprio baby campione. Le sue prime partite con il City sono lo specchio di quello che saranno gli anni inglesi di Super Mario. Segna all’esordio assoluto contro il Timisoara in Europa League ma si fa male a fine partita. Costretto ad operarsi al menisco, torna in campo due mesi dopo e mette a segno i suoi primi gol contro il west Bromwich, segnando una doppietta e venendo poi espulso a fine partita per doppia ammonizione. Infortuni, gol, affetto, “red card”, litigate con i compagni e con Mancini, così passano le due stagioni e mezzo a Manchester, dove alla fine metterà a segno 30 gol in 80 partite vincendo un Campionato, una Coppa d’Inghilterra e una Community Shield.

Il 31 gennaio 2013 firma un contratto quadriennale con il Milan, fortemente voluto da Berlusconi e Galliani in maglia rossonera, Mario accetta e firma per 4 milioni netti più bonus a stagione, mentre al City vanno 20 milioni. Che sono soldi ben spesi lo si capisce da subito, Mario entra e all’esordio firma una doppietta contro l’Udinese regalando la vittoria al Milan.

Se c’era qualcuno che non lo amava prima, Mario Balotelli conquista il cuore degli italiani all‘Europeo 2012, dove porta con i suoi gol l’Italia in finale. La partita che lo fa esplodere è l’ennesima semifinale contro la Germania. Super Mario segna una doppietta che fa esultare tutto il mondo schierato con l’Italia. Dopo il secondo gol, una perla di rara fattura per potenza e precisione, si toglie la maglietta ed esulta mostrando i muscoli, come a dire “Sono io, sono forte e sono fiero di essere italiano”.

Francesco Cianfarani

Balotelli esulta dopo il 2-0 alla Germania

Balotelli esulta dopo il 2-0 alla Germania