Shaquille O’Neal, il gigante buono

“Perché la gente mi ama? Perché non vado in giro con 50 guardie del corpo e sono uno che dice le cose in faccia”

“L’altro giorno stavo guardando la televisione e sono quasi morto: c’era il negro Shaquille che camminava per il corridoio interno di uno stadio e qualcuno gli aveva tirato un pallone da calcio. Il moro se l’era passato da un piede all’altro con quella specie di stivali che ha al posto delle scarpe, aveva provato a fare un palleggio, poi aveva guardato nella macchina da presa e aveva detto: “Diegoumaradouna!”. Morivo, un altro po’ morivo! Sono rimasto così davanti al televisore. Mi piaci, Shaquille!” Diego Armando Maradona

“Nella mia carriera non ho mai avuto un giocatore con meno voglia di lavorare di Shaq” Phil Jackson

Shaquille O'Neal Magic

Pochi hanno influenzato lo sport che praticavano come Shaquille O’Neal. Uno degli atleti più dominanti fisicamente della storia di tutte le discipline, prima di Shaq il basket era uno, dopo era diventato un altro. Con i suoi 216 centimetri e 150 chili, “The big Daddy” ha cambiato il mondo della pallacanestro e della Nba. La regola dei tre secondi offensivi è stata “dedicata” a “The Diesel”, per evitare che continuasse a fare quello che voleva sotto canestro. La lega disse basta, mettendo il limite massimo di tre secondi per stare sotto canestro.

Che il gigante di Newark fosse un predestinato si capii già al college. In Louisiana, non appena compiuti 20 anni, fece il bello e il cattivo tempo nella NCAA, vincendo il premio di miglior giocatore. Non volle aspettare oltre, decise di partecipare al Draft e fu scelto subito dagli Orlando Magic. Dopo due anni divenne il leader della squadra, che portò in finale NBA con 29,4 di media punti a partita, perdendo con i Rockets. L’anno dopo ci vollero i Bulls del rientrante Jordan a fermare la scalata in finale di Conference.

Nell’estate del 1996 decide di non prolungare il contratto in Florida. I Lakers si fanno avanti e “Shaqspere” non rinuncia al sogno di giocare nella squadra del suo idolo Magic Johnson e, forte di un’offerta economica irrinunciabile, accetta come free agent. Per i primi tre anni i giallo-viola californiani si fermano prima della finale. Servono l’esplosione di Kobe Bryant e l’arrivo di coach Phil Jackson a consegnare quei Lakers alla leggenda. Arrivano tre titoli consecutivi, e in tutti e tre “The big Aristotle” viene premiato come miglior giocatore delle finali.

Shaquille O'Neal e Kobe Bryant

Shaquille O’Neal e Kobe Bryant

Dopo otto stagioni complessive e tre anelli “The big Shamrock” decide di lasciare Los Angeles e Kobe Bryant, con il quale, per questioni di leadership, non andò mai d’accordo. Nel 2004 sbarca in Florida, ai Miami Heat, che “Shaqovic” saluta con una promessa: regalare il primo titolo NBA della loro storia. La responsabilità è grande, ma Shaq già al primo anno va vicinissimo a mantenere la parola data. Gli Heat dominano fino alla finale di Conference, sconfitti dai Detroit Pistons. L’anno dopo Shaq vince la scommessa, insieme a Dwayne Wade, prima si prende la rivincita contro i Pistons, poi vince la finale NBA dopo sei gare contro i Dallas Mavericks. Il primo anello della storia di Miami, il quarto per Shaq.

Shaquille O'Neal alla presentazione ai Miami Heat, 2008

Shaquille O’Neal alla presentazione ai Miami Heat, 2008

Gli alti record arrivano prima con la maglia dei Phoenix Suns, dove entra il 12 novembre 2009 tra i primi 10 marcatori della storia NBA, per poi scalare le posizioni fino alla sesta. Gli ultimi due anni li passa ai Cleveland Cavaliers, dove supera quota 28000 punta ed entra nell’Olimpo di Abdul-Jabbar, Malone, Jordan e Chamberlain. Il ritiro, l’anno dopo, è con la maglia dei Boston Celtics.

Saluta lo sport uno dei centri più forti della storia della pallacanestro, dotato di qualità fisiche sovrannaturali. Una potenza ed esplosività incontenibile. Un pazzo gentile e sorridente, un vero e proprio Gigante Buono. Ce lo ricorderemo anche per i 5000 tiri sbagliati in carriera, con una media del 52%. Le squadre avversarie nei momenti decisivi adottavano la tattica dell’ Hack-a-Shaq, che consisteva nel fare fallo a O’Neal (per mandarlo ai tiri liberi) non appena si impossessava della palla. Ce lo ricorderemo anche per Kazaam, il film in cui interpreta il genio della lampada. Per la sua musica, da sempre sua grande passione. E per il suo incontro di wrestling contro l’enorme Big Show (più piccolo di lui). Ce lo ricorderemo per gli innumerevoli canestri distrutti dalla sua stazza watussa. E per tutti i momenti di “divertimento atletico” che ci ha regalato nella sua grandiosa carriera.

Francesco Cianfarani

La copertina del film Kazaam, con Shaquille O'Neal protagonista

La copertina del film Kazaam, con Shaquille O’Neal protagonista

9th Annual KROQ Weenie Roast

La sua maglia 34 dei Lakers è stata ritirata il 2 aprile 2013, e appesa nella bacheca delle leggende, accanto a mostri sacri come Chamberlain, Abdul Jabbar e Magic Johnson.

La maglia di O'Neal tra le leggende dei Lakers

La maglia di O’Neal tra le leggende dei Lakers