Alberto Tomba, discese da brividi

Le discese di Alberto Tomba erano dei momenti incredibili, delle opere d’arte, erano come calamite per i telespettatori.

L’Italia intera si fermava, chi pranzava, chi lavorava, chi studiava, tutti lasciavano perdere quello che stavano facendo in quel momento per emozionarsi nel vedere come il nostro Alberto Tomba buttava giù i paletti uno a uno.

Le sue vittorie alle Olimpiadi e ai Mondiali le abbiamo già raccontate in un nostro precedente articolo. Andate a leggerlo, non ve ne pentirete.

Ma ora è il momento di gustarsi due gare uniche, tanto diverse tra di loro, distanti 4 anni l’una dall’altra, ma unite da un unico denominatore comune: una vittoria da brividi.

E’ il 21 dicembre 1994, siamo a Lech. In quella gara Alberto a un certo punto commise un gravissimo errore e, per non saltare una porta, praticamente si fermò. Una condanna a morte in uno sport dove si lotta sul filo dei centesimi di secondo. Eppure, quello slalom Tomba lo vinse comunque. E in quel memorabile exploit, nel gesto dopo aver superato il traguardo (incredulo del distacco inflitto agli altri) e nel commento un po’ strafottente rilasciato a Sfide c’è tutto l’italiano che è in lui“quindi potevo permettermi un caffettino”.

E’ il 15 marzo 1998, Crans Montanaultima gara della sua carriera. Ormai prossimo al ritiro, Tomba ci mette tutto se stesso e conquista la sua 50esima vittoria nella coppa del mondo, dopo una pessima stagione e una pessima Olimpiade, dimostrando ancora una volta di essere lui il numero 1.

 

Giovanni Davide Pontrelli – Icampionidellosport