Che cos’è il Financial Fair Play

Giornali e televisioni ne parlano, dirigenti e club lo temono: che cos’è e cosa comporterà l’introduzione del Financial Fair Play

 

Il Financial Fair Play rappresenta uno degli undici valori presentati dal presidente UEFA Michel Platini al Congresso UEFA di Copenhagen del 2009 e che hanno segnato il programma delle attività portate avanti dal massimo organismo europeo.

Il documento che dà il via libera all’era del Financial Fair Play, chiamato UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations, è stato approvato all’unanimità dal comitato esecutivo UEFA a Nyon il 27 maggio 2010. Esso è il frutto di una lunga serie di passi intrapresi dal massimo organismo europeo sul calcio.

Come spesso ripetuto da Michel Platini, queste nuove disposizioni rappresentano al tempo stesso una sfida e una grande opportunità per il mondo del calcio, chiamato ancora una volta ad innovarsi e rinnovarsi gettando le basi per uno sviluppo duraturo e sostenibile.

Secondo le nuove norme, che sono state accolte con favore dai diversi stakeholder (cioè da tutti i soggetti portatori di interesse nel mondo del calcio) coinvolti nel sistema calcio, nei prossimi anni le società calcistiche che accederanno alle competizioni europee dovranno rispettare dei paletti di natura finanziaria stabiliti dalla UEFA.

La filosofia seguita è quella per cui le società non potranno spendere più di quanto riescano a generare in termini di ricavi.

Nel calcolo del punto di pareggio non verranno considerate alcune voci, come quelle inerenti la costruzione degli stadi e gli investimenti nei vivai, allo scopo di incentivare una programmazione sana e lungimirante.

Lo stadio di Monaco di Baviera, l'Allianz Arena

Lo stadio di Monaco di Baviera, l’Allianz Arena

Il Financial Fair Play pone come obiettivo quello di favorire la stabilità economico-finanziaria del sistema calcio e di promuovere gli investimenti nel settore giovanile e negli asset tangibili, come ad esempio negli stadi e nei centri sportivi.

Le società calcistiche che vorranno accedere alle competizioni europee dovranno rispettare il principio di pareggio (break-even result) tra i ricavi generati e i corrispettivi costi sostenuti.

 Tali disposizioni sul Fair Play Finanziario si prefiggono il raggiungimento dei seguenti sei obiettivi dichiarati dalla UEFA:

1) Migliorare l’equilibrio economico-finanziario dei club, aumentando la trasparenza e la credibilità degli stessi;

2) Proteggere i creditori delle società calcistiche, facendo sì che queste siano in grado di far fronte alle obbligazioni verso i giocatori, lo Stato e gli altri soggetti coinvolti;

3) Introdurre meccanismi di disciplina e razionalità nella gestione finanziaria dei club calcistici;

4) Incoraggiare le società ad operare in base ai ricavi effettivamente generati;

5) Incentivare spese responsabili che producano benefici di lungo periodo nel calcio;

6) Proteggere la sostenibilità di lungo termine del calcio europeo.

La differenza tra i ricavi generati rilevanti e i costi sostenuti rilevanti prende il nome di “break-even result”. Il regolamento stabilisce che sia oggetto di valutazione il risultato aggregato, che è pari alla somma dei break-even result dei singoli periodi inclusi nel periodo di monitoraggio (o monitoring period).

Tale aggregato potrà quindi essere positivo (in questo caso si avrà un break-even aggregato in surplus) o negativo (in questo caso si avrà un break-even aggregato in deficit).

Ai fini del calcolo del break-even result bisogna individuare i ricavi e i costi considerati rilevanti:

RICAVI RILEVANTI – COSTI RILEVANTI = BREAK-EVEN RESULT

RICAVI RILEVANTI:

Ricavi da incasso biglietti

Ricavi sponsor e pubblicita

Ricavi vendita diritti di trasmissione

Ricavi derivanti da iniziative commerciali

Altri ricavi di natura operativa

Plusvalenza generata dalla cessione di calciatori

Plusvalenza sulla cessione di asset tangibili

COSTI RILEVANTI:

Costi vendite e materiale

Costo personale

Altre spese operative

Costi di natura finanziaria e dividendi

COSTI NON RILEVANTI:

Spese per lo sviluppo del settore giovanile

Spese destinate allo sviluppo della comunita

Costi finanziari dovuti ad investimenti in asset tangibili

Gli ammortamenti e le svalutazioni degli asset fissi tangibili

Quando il sistema del Fair Play Finanziario sarà a pieno regime il Club Financial Control Board monitorerà tre periodi d’esercizio:

I. Il periodo che finisce nell’anno solare in cui inizia la competizione europea (denominato periodo T);

II. Il periodo che finisce nell’anno solare precedente a quello in cui inizia la competizione europea (denominato periodo T-1);

III. Il periodo precedente (denominato periodo T-2).

Quindi, ad esempio, il periodo di monitoraggio al fine di valutare le licenze per la stagione 2015/16 ricoprirà i periodi d’esercizio che finiscono nel 2015 (periodo T), nel 2014 (periodo T-1) e nel 2013 (periodo T-2).

Che rischi può portare l’adozione del Fair Play Finanziario? Sebbene le norme siano tutte tese a rendere il calcio europeo più “sostenibile” possono esserci casi in cui le società, pur di rientrare nei limiti imposti dall’UEFA, adottino pratiche per aggirare le norme. I rischi più comuni sono:

il creative accounting: contabilità non conforme alla realtà aziendale.

il doping amministrativo: lo scambio di giocatori tra le società per effettuare plusvalenze, effettuato “gonfiando” il valore dei giocatori scambiati.

la cessione di asset tangibili e intangibili: come ad esempio la vendita del brand ad una società controllata per risanare il bilancio o la vendita del centro sportivo.

Quali saranno invece le reazioni delle società all’introduzione del Fair Play Finanziario? In che modo esse potranno rientrare legalmente nei limiti stabiliti dall’UEFA? Alcune ipotesi sono:

taglio degli stipendi ai calciatori o introduzione salary cap: gli stipendi dei calciatori sono la voce di costo più elevata per una società di calcio quindi è normale che si parta da qui per ridurre le spese. Bisogna considerare però che tagliare il monte ingaggi significa ridurre la qualità della squadra e allontanarsi dai primi posti delle classifiche, con conseguente perdita di introiti derivanti da premi, diritti tv…

costruzione stadi proprietà: la costruzione di uno stadio di proprietà pare oramai condizione imprescindibile per la crescita finanziaria di un club. Tra l’altro il Fair Play Finanziario favorisce la costruzione di impianti non considerando tra i costi le spese sostenute per essa.

sviluppo settore giovanile: “pescare” dal proprio settore giovanile significa evitare spese per l’acquisizione dei cartellini, offrire ingaggi relativamente più bassi grazie alla fidelizzazione dell’atleta e generare grosse plusvalenze in caso di vendita futura del giocatore.

Emanuele Sica