Ce l’ho con…Fabio Caressa

Il bel Fabio Caressa

Il bel Fabio Caressa

Basso, tarchiato, con il naso a patata, il classico fisico da venditore di cocco sulla spiaggia. Fabio Caressa, invece, grazie al…destino, al posto di “Cocco bello, cocco fresco”, è finito ad urlare “Campioni del mondo” su Sky, dov’è diventato il cronista sportivo di punta. Chiunque abbia l’abbonamento a questa pay tv, ha assistito, negli ultimi anni, ad un declino professionale senza precedenti. Forse è proprio il campionato mondiale vinto dall’Italia l’ultima occasione in cui abbiamo assaporato un po’ del talento (presunto) del “buon Fabio”. Un telecronista che , alla tenera età di 46 anni, ricorda il grande Alfredo Provenzali nel suo ultimo “Tutto il calcio minuto per minuto” (età, 88 anni). E probabilmente il sunnominato campione di giornalismo si sta disperando al solo inserire il suo nome nella stessa preposizione del buon Caressa. Eppure Fabio Caressa aveva cominciato bene, un campione non sarebbe mai potuto diventarlo, ma un buon giornalista si. Nato dal fantomatico Michele Plastino su TeleRoma 56, viene notato da Sandro Piccinini che lo promuove al Tg sportivo della stessa emittente. Dopo 4 anni e qualche diploma, viene catapultato nel nuovo mondo di Tele+, dove nel ’97 diventa voce principale. Una carriera brillante, ma che ultimamente fa registrare un black-out di puntualità e precisione.

Forse non c’è bisogno di diagnosi, e siamo stati troppo buoni. I sintomi sono tutti quelli del gonfiore…di un pallone. La puntualità e la precisione sono palline sul piano inclinato di questo giornalista. Diciamo che “Fabietto” ha iniziato a “farla fuori dal vaso”, prendendosi libertà che avvicinano più all’ipertrofia dell’ego che alla professionalità. La follia post-mondiale è iniziata con il Poker, con la collaborazione al canale Poker Italia 24, del quale il fratello è direttore. Continuando con le apparizioni nel programma “Cotto e mangiato” della moglie Benedetta Parodi, che ormai commenta meglio di lui. O addirittura improvvisandosi cronista di cinema, in occasione della premiazione di Benigni per la vita è bella. E ve lo ricordate quando si improvvisò inviato di guerra,  con un insulso reportage in cui raccontava l’Afghanistan in prima persona? Forse il punto più basso in assoluto.

Fabio Caressa in un fotogramma del suo programma di guerra "Buongiorno Aghanistan"

Fabio Caressa in un fotogramma del suo programma di guerra “Buongiorno Afghanistan”

E come dare torto a Franco Bragagna, il più bravo commentatore di atletica in circolazione, quando diceva, in occasione delle telecronache di nuoto di Londra 2012 del “buon Fabio”. “Il caressismo non è giornalismo. È raccontare una partita in maniera folkloristica, usare la stessa enfasi per il gol che fa vincere l’Italia ai Mondiali e per il gol del sette a uno dell’Inter contro l’ultima squadra di serie A. Quando guardo una partita, a me la voce di un piazzista non interessa. Non puoi chiamare Fabio Caressa a commentare le gare di nuoto solo perché è famoso, è un insulto all’olimpismo”.

E come non ricordare quando (argomento quanto mai attuale), alla trasmissione “Un giorno da Pecora” si galvanizzò per la simulazione di un’ipotetica assoluzione di Berlusconi al processo Ruby. E adesso lasciamo parlare lui, visto che gli piace tanto, e vi salutiamo con gli ultimi strafalcioni del “Caressone” in occasione della Confederations Cup.

“Neymar salta come un acrobata ad ogni contatto” SPORTIVO!

“Vendono più parrucche che magliette di Dante” SIMPATICO!

“Miracolo di Julio Cesar” (Palese traversa di Maggio, unico al mondo a vedere il tocco del portiere)

“Giallo per Flores…Ah, no! E’ il fischietto che è giallo!” (Si, Fabio, è il fischietto)

“Tra pallone e porta non c’è  un cono, quindi è rosso” (La regola dell’ultimo uomo secondo Fabio Caressa)

“L’Italia che, sembra essere, subito aggressiva” (Dopo 7 secondi dall’inizio del match contro il Messico)

“La fisicata di Balotelli merita” (Caressa, anche noto componente della crusca, sezione neologismi)

Concludiamo con le parole con cui il “buon Fabio” ha chiuso la diretta della partita più importante dell’anno: “Napoli batte Juventus 1-1”. Imbattibile. Andiamoci tutti a prendere un thè caldo và.

 

Francesco Cianfarani