Wimbledon 2013

Al via al 127esima edizione del torneo di tennis più famoso del mondo

 

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Inizia Wimbledon. Inizia il tennis con la T maiuscola. Qualunque appassionato senta parlare di tennis associa subito palline e racchetta ai mitici prati verdi dell’All England Club distanti 20 km da Londra.
Wimbledon è la storia di questo sport, Wimbledon è storia punto.

Su questi campi sono stati creati i colpi più spettacolari del tennis, si sono viste partite storiche, sono stati incoronati campioni, sono nate leggende.

Un torneo che compirà quest’anno 136 anni. Nei primi anni, gli spettatori del tempo hanno potuto assistere alle prime volè di Spancer Gore, contrastate l’anno dopo dai lob di Frank Hadow.

I lob sembravano colpi imprendibili fino a quando William Renshaw durante il Challenge Round nel 1881, affrontò un pallonetto di John Hartley colpendo la palla con un gesto mai visto prima, dall’alto al basso con molta violenza, che sorprese l’avversario ed i 1300 spettatori. Fu il primo smash.

Un torneo che in un secolo e mezzo si è fermato solo per le due guerre mondiali, dove le leggende narrano che in quegli anni i campi venivano usati per allevare galline e maiali.

A Wimbledon ogni partita non ha un risultato scontato, si è certi del risultato solo dopo che l’arbitro ha pronunciato la classica frase: “game, set and match”. Oltre al risultato non si è certi neanche dei tempi di gioco, si sono viste ultimamente partite infinite, vuoi per colpa del modo di giocare dei tennisti di oggi, vuoi per colpa della pioggia londinese, ma spesso a Londra le partite di tennis sembrano vere e proprie maratone.

Nel 2010 è stato giocato qua l’incontro più lungo della storia del tennis tra Isner e Mahut, con il primo uscito vincitore per 70-68 al quinto set dopo circa 11 ore di gioco.

Isner e Mahut al termine del loro storico match

Isner e Mahut al termine del loro storico match

Da una parte tutti questi fattori tengono lo spettatore incollato alla televisione durante un match di Wimbledon, dall’altra però, soprattutto per colpa dei nuovo modo di giocare a tennis, non si ammirano più i colpi che hanno caratterizzato per decenni questo Grande Slam. Si gioca più da fondo campo e si vede molto meno serve and volley, tecnica usata in passato dai più grandi interpreti di questo sport, John McEnroe, Stefan Edberg, Rafter, Boris Becker e Pete Sampras.

Nelle ultime edizioni l’unico big che ancora utilizzava questa tecnica era Roger Federer, purtroppo anche lui si è dovuto piegare e adattarsi alle nuove condizioni di gioco degli avversari e prediligere il gioco da fondocampo.

I meravigliosi campi di Wimbledon

I meravigliosi campi di Wimbledon

Proprio Federer non vuole mancare a questo appuntamento, punterà a vincere il suo ottavo Wimbledon, sia per entrare nella storia (nessuno in campo maschile è riuscito a vincerne così tanti) sia per non uscire dalla Top 5 del ranking ATP, avvenimento che non accade dal 2003.

Sarà una vera e propria battaglia, tutti i favoriti sono già a Wimbledon da diversi giorni. Mancano poche ore all’inizio dello Slam e i vari Federer, Nadal, Djokovic e Murray stanno già testando i campi del circolo più bello del mondo.

Il primo ad arrivare è stato Nadal. Dopo aver stravinto il suo ottavo Roland Garros, Rafa ha disertato la partecipazione a Halle per concedersi una settimana di riposo. Il maiorchino, testa di serie n°5 del tabellone, cominciava un anno il suo calvario proprio a Wimbledon con la sconfitta con Rosol al secondo turno e il crack al tendine ginocchio che l’avrebbe costretto a uno stop di ben 8 mesi.

Nadal si presenta a Wimbledon con discrete chance di vittoria e la possibilità ulteriore di incamerare punti preziosi per migliorare la posizione nel ranking. Martedì, Rafa ha sostenuto il suo primo allenamento sotto lo sguardo vigile dello zio Toni. Una breve sgambata, l’ideale per prendere confidenza con l’erb tirata a lucido dell’All England Tennis Club sulla quale ha trionfato due volte.

Da quattro giorni staziona a Church Road anche Novak Djokovic. Il serbo, con un post su Facebook, si è detto entusiasta di allenarsi “sull’erba vergine” di Wimbledon e nell’atmosfera di pace e calma che precede l’inizio del torneo.

Re Roger  è arrivato martedì a Londra, reduce dal primo successo stagionale a Halle. Sui suoi profili social, il campione uscente, ha pubblicato una foto corredata da un commento inequivocabile “E’ di nuovo il momento di Wimbledon. Amo questo posto.”  Lo svizzero non ha perso tempo e si è recato subito sui suoi campi preferiti con l’allenatore Paul Annacone.

Viaggio relativamente breve per lo scozzese Andy Murray, l’ultimo vincitore sui campi di Wimbledon durante i Giochi Olimpici di Londra 2012.

Domani comincia il torneo e per tutti quelli che non potranno andare a vederlo dal vivo, potranno ammirare il vero tennis in diretta su Sky con telecamere su tutti i campi, senza il rischio di perdere un solo colpo.

Giovanni Davide Pontrelli