NBA Finals, Gli Heat sono i campioni 2013!

Lebron e compagni battono San Antonio 95-88 in gara 7, Miami in tripudio per il secondo anno consecutivo

Miami-Heat-champion-NBA-2013-630x350

Verrà ricordata come una delle serie finali più avvincenti della storia. A 30 secondi dalla fine il risultato era ancora incerto, con Miami in vantaggio 90-88. Poi accade l’impensabile. Duncan sbaglia il canestro ed il  seguente tap-in più facile della sua carriera, completamente da solo sotto canestro. Il numero 21 in maglia Spurs vive un dramma. Ha troppa esperienza sul campo alle spalle per non intuire che il sogno è infranto. Nell’azione successiva Lebron si alza dall’angolo, evita il blocco di Leonard e mette il suo sigillo sul titolo.

E’ il terzo anello della storia per la franchigia della Florida, dopo quelli conquistati nel 2006 e nel 2012. Il protagonista assoluto è sempre Lebron James, che domina la partita con 37 punti e 12 rimbalzi aggiudicandosi il premio di MVP delle Finali, dopo aver vinto anche quello della Regular Season. Miami sfrutta anche la buona vena realizzativa di Wade, autore di 23 punti e 10 rimbalzi: il numero 3 è una continua spina nel fianco per la difesa di San Antonio, riuscendo ad essere una minaccia anche nel tiro dalla media distanza, solitamente indigesto al prodotto di Marquette. Decisivi nel computo finale i 18 punti con 6/8 dalla lunga distanza di Shane Battier, bravo ad allargare la difesa degli Spurs facendosi trovare sempre puntuale sugli scarichi, che per lunghi tratti della serie non era mai sceso in campo.

Gli Spurs sono tenuti al 37% dal campo, e non bastano un Duncan fantastico e autore di 24 punti, 12 rimbalzi e 4 rubate, né un Ginobili che torna di nuovo in sé e chiude a quota 18 punti; Leonard lascia di stucco coi suoi 19 punti e 16 rimbalzi in una partita del genere al secondo anno di carriera, ma le gambe stanche e infortunate di Parker (solo 10 punti per lui, 3-12 dal campo) e un Green deleterio caduto in disgrazia dopo cinque partite da re mida sono troppo per potere pensare di battere questi Heat e questo LeBron. I texani, in 4 finali disputate, non avevano mai perso il titolo. Inoltre c’è grande rammarico per gara 6, quando avanti di 5 a 30 secondi dal termine, si sono fatti recuperare da Miami e superare all’overtime.

Finisce oggi una stagione bella come non mai, che dopo un anno mutilato dal lockout e dai suoi veleni ha restituito la NBA agli appassionati di tutto il mondo. Gara 7 è il giusto epilogo per dei playoff memorabili, che hanno vissuto serie epiche che hanno portato a una finale che, statene certi, entrerà negli annali della storia della palla a spicchi. Ci sono solo applausi, per tutti i protagonisti: i Miami Heat vincono con merito, perché hanno avuto la forza di rialzarsi una volta toccato il fondo, mostrando di aver un grande cuore oltre ad un talento visto raramente sui 28 metri di un campo di pallacanestro; ma la loro leggenda è ingrandita ancora di più dal valore dei battuti, questi Spurs infiniti, indomiti e col fascino retrò di una dinastia che, se non ora al termine della prossima stagione, sarà inevitabilmente destinata a chiudersi con la gloria riservata solo ai campioni più grandi.

L'abbraccio tra James e Duncan a fine partita

L’abbraccio tra James e Duncan a fine partita

Vincono gli Heat e vince il loro numero 6, quel LeBron James capace di emozionare e dividere, che però su una cosa mette tutti d’accordo: è lui il padrone indiscusso della NBA, e non c’è nessuno che possa togliergli di mano uno scettro guadagnato lavorando duro sulla base di un talento sconfinato regalatogli da madre natura. La sua immagine a fine partita con Duncan, abbracciato in un momento toccante che è già pronto a passare alla storia come la copertina di questa finale, è un passaggio di consegne, una profezia che si avvera: nel 2007 lo stesso Tim, dopo aver battuto in quattro partite un giovane LeBron alla prima esperienza in finale, gli sussurrò che un giorno la NBA sarebbe stata sua.

Dario Intorrella – Icampionidellosport