Hidetoshi Nakata, che fine ha fatto?

Nello spettacolare 4 a 3 tra la nostra Italia e un Giappone guerriero, in molti si saranno chiesti, ma che fine ha fatto Hidetoshi Nakata.

Hidetoshi+Nakata+Givenchy+Front+Row+Paris+EI0mtJGIFovl

Il giapponese classe ’77, è stato il primo orientale di gran livello a sbarcare nel nostro campionato, grazie al vulcanico presidente Gaucci, che abituava sempre il suo pubblico a questi colpi di genio. Lo portò al Perugia, per molti fu soltanto una trovata commerciale, visto che Nakata attirava a sé tutta la stampa orientale e numerosi tifosi orientali pronti ad acquistare le maglie del loro nuovo eroe-beniamino, alla conquista dell’Europa del calcio. Passarono pochi mesi, forse settimane, per capire che l’arrivo di Nakata fu tutto tranne che una mossa di marketing.

Prima di arrivare al Perugia, forse non tutti sanno che Nakata fece un provino alla Juventus nel 1996. Nel freddo di Torino, però, il giapponese non riuscì a convincere la dirigenza bianconera, che lo rimandò al mittente.

Dopo la prima stagione in Umbria, però, a mettere gli occhi su Nakata fu la Roma di Sensi, che pur di avere tra le proprie file il nipponico sborsò 32 miliardi delle vecchie lire. Un affarone per il Perugia, ma anche per la società giallorossa. Nakata venne oscurato dalla stella di Totti, ma seppe comunque contribuire alla vittoria dello scudetto dei giallorossi nella stagione 2000/01. Nella sfida-scudetto contro la Juventus, Nakata entrò sul 2-0 per i bianconeri, andando subito a segno e provocando la rete del 2-2 siglata da Montella. Pareggio fondamentale, con il giapponese che entrò attraverso porta principale nei cuori dei tifosi della Roma.

Nakata poi continuò a giocare nelle file del Parma, Bologna e Fiorentina per poi approdare al Bolton la stagione prima dei mondiali del 2006.

Al termine della rassegna iridata, l’addio prematuro al calcio alla giovane età di 29 anni. Disse che aveva dato tanto a questo sport e che il suo viaggio in questo mondo era finito, doveva iniziarne un altro.

Uomo di poche parole ma di tanti fatti, Nakata appese quindi le scarpe al muro e le sostituì con uno zaino, abbandonandosi in una nuova dimensione, quella del “backpacker” alla scoperta del mondo. Nel 2008 esplora a piedi il sudest  asiatico, il medio oriente dall’Oman alla Giordania e poi il Sudamerica. Barba incolta, capelli sempre più lunghi, scarpe da tennis comode e zaino perennemente in spalla. Ora ha deciso di visitare tutte le 47 città del Giappone, finora è arrivato a 44.

Nakata oltre che dedicarsi ai viaggi, ultimamente ha deciso di lanciare una marca di sake che porterà il suo nome. Tutto questo, senza mai dimenticare il calcio, che comunque osserva in veste di commentatore.

Non si può che dire un Samurai dalle mille risorse.

Giovanni Davide Pontrelli