NBA Finals, i “big three” dominano San Antonio. Serie di nuovo in parità.

Miami vince 109-93, domenica notte gara 5.

wade game 4

All’AT&T Center di San Antonio va in scena la tanto attesa gara-4 tra gli Spurs, avanti 2-1 nella serie, e i campioni in carica dei Miami Heat. Che sia una gara da tutto per tutto lo si intuisce dalle scelte iniziali di coach Spoelstra: fuori Haslem e spazio a Mike Miller da 3 per allargare il campo, con LeBron da 4 per uno small ball allo stato puro. San Antonio invece recupera all’ultimo Tony Parker, in dubbio per un’elongazione al bicipite femorale,0 ma imprescindibile per i texani.

Sin dai primi minuti si capisce come la batosta di gara 3 abbia scosso Lebron e compagni, che entrano in campo con grandissima determinazione, specialmente nella metà campo difensiva. Gli Heat riescono a mettere la testa avanti sul finire del primo quarto, approfittando del primo riposo che Popovich concede a Tony Parker, per poi allungare fino al +10 di metà secondo quarto. Pazientemente però gli Spurs recuperano, grazie anche a 7 punti quasi consecutivi di Boris Diaw, chiudendo la frazione sul 49 pari, con la schiacciata di Bosh per il +2 che arriva a tempo scaduto.

La partita è avvincente e le due squadre si alternano alla guida del punteggio con una leggera prevalenza di Miami che conclude avanti il terzo quarto per 76-81. L’equilibrio si spezza definitivamente all’apertura dell’ultima frazione per opera della coppia Wade-Bosh. I due firmano interamente il parziale di 16-6 che spinge gli Heat al +15 (85-100) a 5’17” dalla fine che chiude definitivamente la contesa, con Popovich che toglie progressivamente i suoi titolari e James ad arrotondare il tabellino fino al +16 finale.

Serata perfetta per gli Heat. Un tuffo nel passato per Dwyane Wade che, seppur claudicante, per una sera si traveste da quell’eroe che fece impazzire Miami nelle Finals del 2006, dimenticandosi degli acciacchi al ginocchio e sfoderando una prestazione monstre da 32 punti con 14/25 al tiro, 6 rimbalzi, 4 assist e 6 palle rubate in quasi 40’ sul parquet. Lebron James, dopo un ottimo primo quarto nel quale mantiene vicina Miami, chiude da miglior marcatore a quota 33, anche se gli ultimi 9 punti arrivano a partita ormai segnata. Chris Bosh è finalmente convincente e decisivo e chiude con una doppia doppia da 20 punti e 13 rimbalzi.

Con Tony Parker limitato dall’infortunio, le speranze dei tifosi di San Antonio erano tutte riposte in Manu Ginobili. L’argentino chiude con un’altra prestazione incolore da 5 punti con 1/5 al tiro e -22 di plus/minus. Al di là delle cifre, comunque, il dato saliente è che non riesce più ad attaccare il ferro a difesa schierata, accontentandosi del tiro da fuori, facilitando così di gran lunga il lavoro degli avversari. Se San Antonio vuole vincere il titolo, Popovich deve trovare il modo di rigenerare il campione argentino, ed in fretta. Il migliore è il solito Duncan, autore di 20 punti, ma non dominante come al solito sotto le plance: saranno solo 5 i rimbalzi catturati al termine della partita. Nonostante San Antonio tiri per la terza volta consecutiva col 50% da 3, arriva una sconfitta per gli Spurs che pagano il brutto 23/56 (41%) da dentro l’arco, il deficit a rimbalzo (36-41), le 7 stoppate subite e soprattutto le 18 palle perse, contro le 9 di Miami.

Domenica notte una gara 5 che si preannuncia come quella decisiva, prima di tornare a Miami.