Confederations Cup, il Messico di De La Torre

Dopo il successo alle Olimpiadi di Londra, il calcio messicano aspetta il salto di qualità della Nazionale maggiore

team mexico

Nel 2011 il Messico ha preso parte a due competizioni FIFA, potendo così contare su una doppia possibilità per accedere alla fase finale di questa Confederation Cup brasiliana. Mentre in Copa America l’esperienza si è chiusa malissimo, dopo una fase a gironi con tre partite e tre sconfitte, le cose sono andate decisamente meglio nella Gold Cup,  che ha visto trionfare i messicani per 4-2 contro gli Stati Uniti, in una partita sconsigliata ai cuori deboli: USA in vantaggio per 2-0 dopo i primi 23 minuti, partita virtualmente chiusa fino alla rete di Barrera, che aprì la porta alla rimonta messicana. El Tricolor partecipa per la sesta volta a questa competizione che è riuscita a vincere nell’edizione del 1999 battendo in finale i vice-campioni del Mondo del Brasile, nonché allora detentori del titolo, con un pirotecnico 4-3. Inserito nel gruppo A insieme a Brasile, Italia e Giappone, il Messico non parte sicuramente con i favori del pronostico. Un girone de la muerte come si suol dire, in cui insieme al Giappone potrebbe rappresentare la cosiddetta mina vagante.

I CONVOCATI:

Portieri: Guillermo Ochoa (Ajaccio), Josè Corona (Cruz Azul), Alfredo Talavera (Toluca).
Difensori: Francisco Rodriguez (Club America), Carlos Salcido (Tigres), Diego Reyes (Club America), Jesus Molina (Club America), Severo Meza (Monterrey), Hector Moreno (Espanyol), Jorge Torres (Tigres), Hiram Mier (Monterrey), Gerardo Flores (Cruz Azul).
Centrocampisti: Gerardo Torrado (Cruz Azul), Pablo Barrera (Cruz Azul), Giovani Dos Santos (Maiorca), Javier Aquino (Villarreal), Hector Herrera (Pachuca), Jesus Zavala (Monterrey), Andres Guardado (Valencia).
Attaccanti: Angel Reyna (Pachuca), Aldo De Nigris (Monterrey), Javier Hernandez (Manchester United), Raul Jimenez (Club America).

FORMAZIONE TIPO (4-4-2): De Jesus Corona; Meza, Reyes, Rodriguez, Salcido; Barrera, Torrado, Zavala, Guardado; Giovani Dos Santos, Hernandez.

La Nazionale di De La Torre si presenta alla Confederations Cup con molte incognite. Hernandez e compagni si stanno infatti complicando la vita nella qualificazione ai Mondiali, con risultati nettamente al di sotto delle aspettative. Tutto vero, ma non per questo si sta parlando di un avversario da considerare abbordabile. La squadra campione olimpica in carica si esalta da sempre nei grandi appuntamenti ed è dotata di alcune individualità in grado di far male a chiunque. Inoltre la maggior parte dei giocatori si conosce da tempo, e a questo si aggiungono dei talentini interessanti che stanno pian piano esplodendo e guadagnando spazio. Della Generacion Dorada vittoriosa lo scorso anno al Torneo di Tolone e alle  Olimpiadi di Londra contro il Brasile, ci sono i difensori Mier e Reyes, i centrocampisti Herrera e Aquino e l’attaccante Raul Jimenez. Solamente sei giocatori messicani militano in club europei (quattro in Spagna), mentre gli altri giocano quasi tutti nel loro paese d’origine. Jose Manuel “Chepo” de la Torre è stato chiamato alla guida della nazionale messicana nel 2010 dopo aver vinto per tre volte il titolo nazionale con Chivas e Tolouca. Allievo di Beenhakker e Lapuenta, fa del 4-4-2 la sua ragione di vita. Un modulo apparentemente difensivista che però nasconde un gioco fortemente votato all’attacco dove i terzini fanno gli esterni e gli esterni gli incursori. Lo dimostra il fatto che il Messico vanta la media di quasi due goal a partita.

Chicharito Hernandez, capocannoniere del Tricolor con 32 gol in 47 partite

Chicharito Hernandez, capocannoniere del Tricolor con 32 gol in 47 partite

LA STELLA – Priva di Rafa Marquez e Carlos Vela, la stella non può che essere il Chicharito Hernandez. La punta del Manchester United è sicuramente il giocatore più talentuoso della formazione messicana. Acquistato dai Red Devils nell’aprile 2010, è al mondiale sudafricano che si è consacrato davanti a tutto il mondo. Centravanti atipico e dal fisico esile, Hernandez sopperisce con la tecnica, l’agilità e l’astuzia ai centimetri mancanti. Senza dubbio, ­nella partita d’esordio, sarà il nemico numero 1 per i nostri azzurri. La stella della Selezione messicana dovrà mettersi alle spalle una stagione complicata, vissuta all’ ombra di Van Persie, anche se grazie ai suoi 9 goal ha dato il suo onesto contributo per la conquista del titolo. C’è da dire però che il suo rapporto con la maglia della nazionale è di tutt’altra natura. Ad oggi il venticinquenne ha messo a segno 32 goal in 47 partite con la maglia del Tri mettendo nel mirino due icone del calcio messicano come Borgetti (46) e Blanco (39).

Diego Reyes, capitano del Club America

Diego Reyes, capitano del Club America

 

LA SORPRESA – Difensore centrale classe ’92, Diego Reyes è già da un anno il capitano del Club America, uno delle squadre più prestigiose dell’America settentrionale e uno dei due più titolati del Paese insieme ai Chivas Guadalajara. Ad oggi vanta solo 5 presenze con la sua nazionale, ma si tratta di un giocatore di sicura prospettiva. Indicato in patria come l’erede di Rafa Marquez per la capacità di giocare anche da centrocampista centrale grazie all’ottima tecnica di cui è dotato, Reyes, dopo essere stato corteggiato dai direttori sportivi dei migliori team europei, ha accettato la proposta del Porto, che si è assicurato le sue prestazioni per 7 milioni di euro.

Il grande escluso, Carlos Vela

Il grande escluso, Carlos Vela

GLI ESCLUSI – Salta decisamente all’occhio l’assenza dell’ ex talentino classe ’89 dell’ Arsenal, ora stella della Real Sociedad, Carlos Vela, che ha realizzato in stagione 14 reti nel campionato spagnolo. Il giocatore messicano, che realizzò il primo gol in Nazionale all’Italia nel 2010, non compare nei convocati e non parteciperà a questa competizione. Vero, ma questa è una scelta che hai delle radici antiche, risalenti al 2010 quando il baby talento allora appena ventunenne fu sospeso dalla Nazionale per sei mesi per motivi disciplinari. Da quel momento in poi il giocatore è stato messo da parte e la sua ultima presenza con i Verdi è datata 2011. Altro grande assente sarà il veterano ex Barca Rafael Márquez che, reduce da un paio di stagioni in Major League e in patria non proprio esaltanti, è stato escluso per scelta tecnica.