Nba Finals, Miami si riprende subito, è 1-1

Gli Spurs spazzati via nell’ ultimo quarto, finisce 103-84

L' incredibile stoppata di Lebron su Splitter

L’ incredibile stoppata di Lebron su Splitter

Non è stata una tripla doppia, e per grande parte dei primi tre quarti la performance di Lebron James è stata al di sotto delle aspettative. Tuttavia James ha successivamente dimostrato il motivo per il quale è ancora l’ MVP della Lega, con una fantastica dimostrazione di atletismo da ambo i lati del campo. Il ragazzo dell’ Ohio è stato il protagonista del parziale decisivo di 30-5 con il quale gli Heat hanno posto fine al sogno Spurs di aggiudicarsi anche la seconda puntata della serie, prima con una mostruosa stoppata ai danni di Thiago Splitter, poi con 3 assist decisivi per le triple dei compagni e una schiacciata in campo aperto che ha chiuso definitivamente i giochi.

Come in gara 1, Miami mette il naso avanti, ma non riesce mai ad azzannare la partita perchè gli Spurs sono chirurgici nel mettere a segno, specialmente dall’arco, i canestri che interrompono i parziali Heat: il solo Danny Green infila tre triple consecutive nel primo quarto. Miami va in forte affanno con James  in enorme difficoltà al tiro, per cui sono Ray Allen e Dwyane Wade a caricarsi la squadra sulle spalle, segnando in coppia 11 punti nella seconda metà secondo quarto che si chiude 50-45 in favore dei padroni di casa.

Nella ripresa Miami vola a +8, sul 54-46 dopo 3 minuti, ma le energie sembrano venire meno anche perchè la difesa Spurs inizia a forzare palle perse e pessime decisioni al tiro. Con una tripla di Leonard San Antonio impatta il match a quota 56, bruciando tutto lo scarto nel giro di 1 minuto e mezzo. E’ un momento critico per Miami, che ha un Lebron James totalmente avulso dal gioco, sulle ginocchia, con un linguaggio del corpo terribile, senza la cattiveria che lo contraddistingue, quasi remissivo sia in attacco che in difesa, dove si fa stoppare un pò da tutti e non riesce a mordere, perdendo sistematicamente il proprio uomo a rimbalzo o sui blocchi.

A quasi 4 minuti dall’ultimo periodo il punteggio è 62-61 per San Antonio, che tenta come in gara 1 di svoltare la partita a proprio vantaggio con i 4 piccoli e una difesa accorta che concede poco in area. Ma arriva finalmente la reazione degli Heat, grazie a un immenso Mario Chalmers, che prende in mano le redini del gioco da James, segna 6 punti nel parziale di 14-3 con cui si chiude il periodo ma soprattutto dà modo a James di ritrovare se stesso per il decisivo 4° quarto. San Antonio non ce la fa a recuperare i 10 punti di svantaggio e in questi casi, quando piove poi grandina, perchè Miami è precisa nel punire con le triple di Mike Miller e Ray Allen ogni singola distrazione degli Spurs. Con i tiratori che scaldano la mano, anche l’area si allarga e finalmente un redivivo LeBron James inizia a aggredire il canestro, la difesa Heat sale di livello e il +19 è servito dopo appena 4 minuti sull’86-67.

Da lì in poi non ci sarà più una partita, con gli allenatori che schierano tutte le seconde linee per far riposare i giocatori in vista di gara 3. Controversa la prova degli altri due “big”: Bosh dà un buon apporto con una doppia-doppia da 12 punti e 10 rimbalzi (con l’aggiunta di 4 assist e 3 rubate), mentre Wade continua ad arrancare, infastidito dal solito problema al ginocchio sinistro e chiude a quota 10 punti (5-13 al tiro) e 6 rimbalzi. San Antonio paga una brutta serata al tiro, eccezion fatta per le conclusioni di oltre l’arco (10-20 da tre ma 22-58 da dentro l’arco), e le troppe palle perse (17). Non bastano i 17 punti di un infallibile Green (6-6 dal campo e 5-5 da tre) né i 14 rimbalzi catturati da Leonard: solo Parker (13 punti ma 5-14 al tiro) e Neal (10 punti) si spingono oltre la doppia cifra, mentre Duncan si ferma a 9 punti (pessimo 3-13 al tiro) e 11 rimbalzi.; troppo pochi tre punti a testa del francese e del caraibico nella ripresa per giocarsela fino in fondo con questo LeBron.

Appuntamento a martedi per il terzo capitolo di una sfida che promette di passare agli annali del basket NBA: si va sotto l’Alamo, in un Texas che è terra di resistenza e di battaglie senza quartiere.

Dario Intorrella