Walter Mazzarri e l’Inter che verrà

Prima conferenza stampa per il nuovo tecnico dell’Inter: si è aperto un nuovo ciclo

 

Walter Mazzarri, 51 anni, nuovo tecnico dell'Inter

Walter Mazzarri, 51 anni, nuovo tecnico dell’Inter

Appiano Gentile, ore 12, sala stampa.

Walter Mazzarri entra accompagnato da Marco Branca e Piero Ausilio, si siede senza lasciar trasparire emozioni e inizia a rispondere alle domande dei giornalisti.

E’ un attimo ma tutti si accorgono che qualcosa è cambiato. Il tecnico livornese già dalla prima conferenza stampa mostra il suo marchio di fabbrica, la leadership.

Parla di tenacia, di sacrificio, di lavoro e di regole. Parla di allenamenti duri, di preparazione atletica, di rosa ristretta e di obiettivi a breve termine.

I progetti vengono lasciati per altre società. “Qua – dice Mazzarri- bisogna vincere subito, soprattutto nel nostro stadio”.

Dribbla abilmente paragoni su Mourinho e domande su Cassano, e a chi gli chiede del perchè Moratti abbia scelto proprio lui risponde parlando di accentramento di potere, di responsabilità, di leadership appunto.

Moratti vuole dare un’impronta ben precisa a questa Inter, vuole responsabilizzare i suoi uomini e definirne i ruoli dopo un’annata caratterizzata da un “caos” generale.

Si è parlato poco di mercato, Mazzarri ha lasciato intendere che proverà a valorizzare i giocatori che ha in rosa l’Inter al momento ma ciò che è certo è che il tecnico toscano baserà il suo lavoro partendo dal suo marchio di fabbrica, la difesa a 3.

“Potrà essere 3-5-2 come a Napoli, 3-5-1-1- come a Reggio o anche 3-4-3. E  in alcune situazioni anche la difesa a 4 verrà utilizzata, basta che i miei giocatori siano pronti a farlo senza improvvisare nulla”. Parole da leader, parole da chi ha le idee chiare, cosa che non si vedeva ad Appiano Gentile dall’anno del triplete.

Di mercato si parlerà tanto ma potrebbe poi non essere così scoppiettante come molti credono.

Si cercherà di tenere Handanovic dopo un annata straordinaria nonostante le voci che lo vogliano sul taccuino dei migliori club europei.

In difesa Mazzarri potrà cercare di recuperare Silvestre con la difesa a 3, potrà contare sul suo pupillo Campagnaro arrivato a parametro zero dal Napoli e avrà come presumibili titolari Samuel, Juan Jesus e Ranocchia. Di certo un reparto di tutto rispetto.

Sugli esterni probabilmente qualcosa si farà, perchè nonostante Nagatomo, Alvaro Pereira, Jonathan e Schelotto siano discreti giocatori, Mazzarri punta molto sul gioco sulle fasce e i nomi a disposizione sono più di quantità che di qualità. Aspettando il ritorno di Javier Zanetti.

A centrocampo c’è abbondanza con Guarin, Kovacic, Gargano, Cambiasso, Kuzmanovic e Ricky Alvarez. Qualcuno partirà, qualcun’altro, più adatto al gioco di Mazzarri, arriverà. Behrami? Nocerino? Si vedrà, ma attendiamoci movimenti in questa zona del campo.

In attacco l’Inter potrà contare sul ritorno del Principe Milito dopo l’infortunio, su Cassano, Palacio e sul baby Icardi, arrivato dalla Sampdoria per circa 11 milioni. Senza dimenticare Ruben Botta, acquistato dal Tigre ma attualmente infortunato. Sono stati e saranno molti i nomi accostati all’Inter in avanti ma sicuri che Mazzarri voglia ancora ampliare la sua rosa?

“Voglio 22 giocatori in ritiro, io lavoro con i doppi ruoli e solo con qualche giovane” ha detto Mazzarri. Qualche giocatore arriverà, altri partiranno ma di sicuro in casa nerazzurra l’aria è cambiata.

E’ iniziato un nuovo ciclo. Un ciclo con idee precise, chiare e ben definite. Adesso l’Inter ha un leader.

Emanuele Sica