I Bidoni del Calcio, quel ragazzaccio di Vampeta

Il brasiliano dai baffetti discutibili che divenne un’icona gay

Vampeta nell'unica apparizione italiana

Vampeta nell’unica apparizione italiana

“E’ talmente bravo che la sua collocazione non e’ e non sara’ sicuramente un problema” Lele Oriali

“E’ un pò Rivelino e un pò Dunga” Wanderley Luxemburgo

Si chiamava Marcos Andrè Batista Santos, per comodità Vampeta, fusione di due parole portoghesi: vampiro e capeta, cioè diavolo. Diede il meglio di sé in uno studio fotografico, tra obiettivi, flash e un pò di trucco al viso. Diede il peggio di sé allo stadio San Siro, tra mediani avversari troppo ruvidi e un ritmo troppo esasperato.

Quando la rivista brasiliana “G” gli chiese di posare nudo per un servizio fotografico, la cosa destò molto scandalo. La rivista era la più popolare tra le pubblicazioni gay del Brasile. I lettori della rivista votarono Vampeta come calciatore più sexy del Brasile. Gli offrirono un compenso di centomila dollari. Vampeta ci pensò ed accettò, non esattamente in quest’ ordine. Orecchie a sventola, baffetto alla Zorro e occhio bolso del brasiliano stanco.

Tratta dal servizio fotografico per la rivista "G"

Tratta dal servizio fotografico per la rivista “G”

Vampeta aveva però un’altra grande qualità: era amico di Ronaldo. Avevano giocato insieme in Olanda, al PSV Eindhoven. Fu il Fenomeno a fargli da sponsor: “E’ l’uomo che serve all’Inter!”. E Moratti non si fece sfuggire l’occasione. Pagato al Corinthians 30 miliardi, fu il primo giocatore della storia ad essere presentato in diretta audio-video-Internet. Dopo un paio di mesi di oblio, sbottò: “In Brasile sono un idolo e perciò mi chiedo: possibile che i brasiliani siano degli stupidi e che in Italia abbiano tutti ragione?” Si rispose da solo poco tempo dopo, andandosene dopo un Parma-Inter 6-1 di Coppa Italia, annoverando una sola presenza con i nerazzurri.

Dario Intorrella